Serie A2, il calendario: domenica 29 settembre l’esordio ad Ariano Irpino.

E’ stato ufficializzato il calendario del prossimo campionato di Serie A2, girone Sud, che vedrà al via anche nella stagione 2019/2020 il Gruppo Stanchi Athena. La prima giornata è in programma domenica 29 settembre 2019 e il Gruppo Stanchi Athena esordirà alle ore 18 sul campo di Ariano Irpino contro la Farmacia del Tricolle. La prima partita in casa invece è prevista per sabato 5 ottobre 2019 alle ore 18.30 presso l’Arena Altero Felici alle ore 18.30. La regular season terminerà il 25 aprile 2020 con la quindicesima giornata del girone di ritorno.

Qui è possibile scaricare il calendario completo.

Il Gruppo Stanchi Athena ringrazia Laura Gelfusa

La scelta di Laura “Lalla” Gelfusa, che ha deciso di lasciare il basket agonistico, ha colpito tutti gli amanti della pallacanestro romana, che hanno sempre visto in lei una giocatrice di grandissimo valore e una persona di spessore che ha saputo essere leader e lasciare un segno ovunque sia stata nel corso della sua lunga carriera.
Il Gruppo Stanchi Athena la ringrazia per tutto ciò che ha saputo dare nel corso di quella che è stata la sua ultima stagione, che ha affrontato con la correttezza, la professionalità e la passione di sempre, dando un fondamentale contributo alla salvezza in campo e fuori.
Gelfusa ha fatto la storia del basket romano e non solo, il Gruppo Stanchi Athena è orgoglioso di essere stato parte della sua storia e le augura il meglio per il suo futuro.

Queste le parole di Edoardo Stanchi: “Quando un’atleta del valore tecnico e morale come Lalla Gelfusa decide di smettere, non è mai una bella notizia. Tutti gli amanti della pallacanestro romana e non solo avrebbero voluto continuare a vederla in campo ancora a lungo, per quello che ha dato e trasmesso negli anni a tutte le persone che hanno avuto a che fare con lei sia come compagne di squadra, sia come tecnici, sia come dirigenti, sia come tifosi, e per quello che fino alla passata stagione ha dimostrato di poter ancora dare con la maglia del Gruppo Stanchi Athena. Mi sono avvicinato da poco al mondo della pallacanestro e mi considero fortunato per aver fatto in tempo a vedere per una stagione Lalla Gelfusa indossare la canotta della nostra società. Considero un privilegio aver incrociato il mio cammino con il suo e la ringrazio perché, anche nei momenti di confronto che abbiamo avuto, mi ha lasciato un patrimonio che porterò con me nel prosieguo della mia esperienza nella pallacanestro. La certezza che il suo esempio sarà seguito da tutte le ragazze che vestiranno la nostra maglia è per me una garanzia che il futuro non potrà che regalarci tante soddisfazioni”.

Serie A2, Natalia Introna al Gruppo Stanchi Athena

Un altro volto nuovo in casa Gruppo Stanchi Athena. Si tratta di Natalia Introna, guardia classe 2000, già vista lo scorso anno a Roma con la maglia di Elite. Il suo cartellino è di proprietà della Pallacanestro Schio, con cui è stato trovato un accordo grazie al quale Natalia potrà far parte del roster del Gruppo Stanchi Athena nella prossima stagione. Andiamo a conoscerla meglio.

Dopo un anno a Elite, come è nata la tua scelta di restare a Roma ma con Athena?

Devo dire che con Élite mi sono trovata molto bene sia con la società che con le ragazze. Purtroppo l’esito della scorsa annata non è stato roseo ma mi è servito per fare esperienza in una categoria impegnativa come l’A2. Il mio desiderio era quello di continuare l’esperienza in questa categoria restando possibilmente su Roma, in quanto sono iscritta all’università.
Ho ancora voglia di crescere e imparare da chi ha più esperienza di me e penso che Athena sia la società giusta.

Che differenze hai trovato tra Schio e Roma?

Ho sempre militato nelle giovanili del Famila Basket Schio, società che sicuramente non ha bisogno di presentazioni, per cui sono sempre stata abituata ad allenamenti intensi e professionali. Differenze sicuramente ce ne sono, a Roma ho imparato a leggere il basket anche dal punto di vista tattico, cosa che prima non ero abituata a fare.

Da avversaria, che impressione avevi della realtà di Athena vista da fuori?

Da avversaria devo dire che l’ho sempre vista come una buona squadra, anche nelle partite giocate contro, ho assistito ad un tifo da parte del pubblico corretto e sereno. Personalmente non ho ancora avuto modo di approfondire la conoscenza con la società, ma ho avuto un’ottima impressione nel colloquio con l’allenatore, che mi ha illustrato il progetto di Athena.

Che tipo di giocatrice sei? Quali sono i tuoi punti di forza e dove pensi di poter migliorare?

Sono una giocatrice molto istintiva, mi piace molto tirare e correre. La difesa la considero il mio punto di forza, mentre dovrei migliorare il ball handling per portare avanti la palla e quindi poter fare anche il play

Hai parlato con il coach del modo in cui intende utilizzarti e che cosa ne pensi del progetto tecnico che c’è su di te?

Dopo aver parlato con l’allenatore sono stata subito entusiasta del progetto per la prossima stagione, sono sicura che avendo al mio fianco persone più grandi di me e con esperienza posso solamente imparare da loro.
Essendo un’under so di dovermi guadagnare la fiducia dell’allenatore e ogni minuto in campo ma conoscendomi farò di tutto per raggiungere questo risultato.

Serie A2, anche Bianca Camarda nel roster. “Una grande opportunità”

Continua a prendere forma il roster del Gruppo Stanchi Athena, in vista del prossimo campionato di Serie A2. Tra le ragazze che si alleneranno e che quindi potranno essere convicate ci sarà anche Bianca Camarda, un prodotto del vivaio di Athena, che naturalmente sarà impegnata contemporaneamente anche nel campionato Under 18. Bianca è un play-guardia di grande pericolosità offensiva e avrà quindi la possibilità di giocarsi le sue carte. “Sono nata e cresciuta in Athena – ci racconta – dove ho iniziato con il minibasket a 8 anni. E’ stato amore a prima vista e ho fatto tutta la trafila, prima giocando anche con i maschi e con le 2001, poi under13, under14, under16 e ora sono con l’Under18”.

E non solo.
Sì, avrò la possibilità anche di far parte del roster della Serie A2 e ne sono molto contenta. Allenarsi e magari poter giocare con la prima squadra sarà un onore. E’ un passo importante per me e una bella prospettiva, già l’anno scorso ogni tanto ho avuto questa possibilità.

E come è andata?
L’impatto iniziale è stato difficile, tecnicamente e fisicamente le difficoltà aumentano, ma poi col tempo, lavorando con costanza, mi sono abituata e ho piano piano trovato sempre maggliore sicurezza.

Si impara di più giocando tanto o allenandosi con le più grandi?
Penso di avere bisogno di entrambe le cose. Per me è importante giocare tanto, ma posso dire che, anche se lo spazio diminiuisce, lavorare con le più grandi ti fa migliorare. Puoi rubare con gli occhi e beneficiare del confronto. Credo sia importante allenarsi sempre bene, con costanza, per poi potersi guadagnare qualche minuto in campo e lì dimostrare ciò che si sa fare. So che non avrò tanto spazio, ma mi aspetto di crescere individualmente. E’ una bella opportunità.

Ne hai già parlato con l’allenatore?
Sì, Francesco Goccia punta su di me, abbiamo scelto insieme questa formula che credo sia la migliore. Farò due campionati e quindi, tornando alla domanda precedente, avrò entrambe le possibilità di migliorare: giocando tanto e imparando dalle più grandi.

Che giocatrice sei?
Sono un play-guardia, ho uno stile di gioco molto aggressivo, mi piace avere la palla in mano magari per andare in uno contro uno ma anche per farla girare e far giocare bene la squadra. Anzi, tra un bell’assist e un canestro, mi dà più soddisfazione un assist.

A chi ti ispiri?
Seguo tutto il basket, ammiro tantissimo giocatori e giocatrici, in Italia e non solo. Se devo dirne due, vado con Wade nella NBA e Diana Taurasi nella WNBA.

Un’altra conferma nel Gruppo Stanchi Athena, è Paola Raiola: “Felicissima di far parte di questo progetto, lavoro per tornare al massimo”

Un’altra conferma nel Gruppo Stanchi Athena, che nel prossimo campionato di Serie A2 potrà contare su Paola Raiola. Playmaker classe 1999, era arrivata già nel corso della passata stagione, reduce da un infortunio al legamento crociato. Dopo pochissimo tempo, però, la brutta notizia di una nuova lesione che per lei ha significato la conclusione della stagione e la necessità di ricominciare da capo il percorso di recupero che la porterà a indossare nuovamente la maglia del Gruppo Stanchi Athena.

Paola, domanda non banale: come sai?
Sto molto meglio. Lavoro tanto, naturalmente non affretto i tempi. Voglio fare le cose con calma per cercare di recuperare al meglio, non facciamo previsioni perché è ancora presto, ma le cose stanno andando bene, questo posso dirlo.

Cosa ti ha insegnato questa esperienza?
E’ stata una mazzata importante. Ma sono giovane e ho tempo. L’importante è starci con la testa, affidarsi alle persone giuste, avere pazienza e il resto viene da sé. E’ importante avere intorno persone che ti fanno stare serena, sapendo che se scegli di fare sport agonistico sono cose che possono capitare e bisogna imparare a passarci attraverso per superarle.

Eri venuta ad Athena con grande entusiasmo l’anno scorso. Lo spirito è ancora quello?
Lo spirito è ancora quello. Ci sono stata poco tempo, ma il progetto mi aveva entusiasmato. Questo mi ha spinto a venire ad Athena, mi fido di tutto ciò che è in programma e ho grande voglia di dare qualcosa di mio. Le prospettive sono ancora valide e mi sento parte di questo progetto importante. Sono arrivata con il progetto che stava prendendo forma. A gennaio già c’erano le prime mosse. E’ una bella realtà, può crescere tanto, è una bella novità. In giro se ne trovano poche di realtà così. Si può fare bene e sono contenta di esserci.

Che cosa ne pensi delle altre giocatrici che sono arrivate?
Alcune le conosco bene, naturalmente anche quelle incontrate da avversarie. I nomi sono importanti, si può fare bene, credo che possa venire fuori un bel gruppo, ben amalagamato tecnicamente.

Che cosa ne pensi dell’allenatore?
Mi sono già incontrata più volte con Goccia, mi ha parlato chiaro, punta su di me. E’ una situazione molto buona a livello tecnico e sono contenta di lavorare con lui, di cui avevo e ho stima.

Che giocatrice sei?
Sono un playmaker classico, mi piace far girare la squadra. Punto molto anche sull’aggressività e sulla difesa. Ora sono naturalmente concentrata sul riprendermi al meglio dal punto di vista fisico, poi mi concentrerò nel migliorare i miei difetti. Il tempo è dalla mia parte e ho le idee chiare.

Il Gruppo Stanchi Athena annuncia l’arrivo nel proprio organigramma di Carlo Sorbara. Il dirigente, classe 1971, sarà il nuovo direttore generale, ruolo che ha svolto fino all’anno scorso presso la Totti Soccer School, società dove ha lavorato per ben 17 anni.
E’ lui stesso a raccontare il percorso che lo ha portato fino al Gruppo Stanchi Athena: “La mia formazione è stata prima tecnica e poi manageriale. Ho studiato all’Isef prima e allo Iusm poi. Sono quasi sempre stato nel mondo del calcio, iniziando alla Tor Tre Teste, per proseguire alla Lodigiani dove sono stato 5 anni. Volevo fare il prepaparatore atletico, mi trovai di fronte a un bivio quando la Lodigiani mi propose di farlo con la prima squadra, proprio nel momento in cui mi era arrivata la proposta della Totti Soccer School alla Longarina, che ho scelto. Ho sposato quel progetto prima come responsabile tecnico della scuola calcio, poi come direttore generale”.

Poi è arrivato il basket.
Il rapporto con la Totti Soccer School si è concluso formalmente a settembre. Ho collaborato fino a febbraio, poi ho ritenuto opportuno trovare nuovi stimoli. Avevo conosciuto Edoardo Stanchi, che ci faceva da sponsor, a marzo avevo iniziato un’altra collaborazione, ma poi ho parlato con lui, sono venuto a vedere alcune partite nel finale di stagione e la prospettiva di lavorare per Athena mi ha galvanizzato. Ho sempre seguito il basket da lontano, dalle partite del Bancoroma a quelle della Nazionale, ma mai da così vicino. Ed è una prospettiva che mi piace moltossimo.

Cosa l’ha convinta a scegliere Athena?
Mi ha colpito molto il programma di crescita che c’è per Athena. Ci siamo confrontati sugli aspetti organizzativi, sulla composizione dell’organigramma e tutto ciò che serve affinché una società sportiva funzioni come un’azienda. E’ una cosa fondamentale che ha funzionato anche con la Totti Soccer School. E’ un progetto serio, si può crescere, mi sono messo subito a sua disposizione. Dal punto di vista tecnico conosco il basket molto poco, rispetto alle risorse che già ci sono in Athena, dove Edoardo Stanchi è molto presente. Mi tuffo con grande entusiasmo in questa realtà.

Di cosa ha bisogno una società che è in una fase di passaggio?
Ha bisogno di tante cose. Devono essere chiari compiti, ruoli e mansioni. Ognuno deve avere un ruolo ben definito, compito mio sarà quello di orientare tutte le risorse verso un obiettivo comune, che deve essere quelllo di crescere come società. Naturalmente daremo proprità al mantenimento della Serie A2, coltigando anche il settore giovanile, che dovrà essere il serbatoio principale della prima squadra. C’è tanto lavoro da fare, ci vorrà qualche anno.

Cosa sapeva di Athena?
E’ una società storica, gli ultimi anni sono stati particolari, ma non bisogna buttare via quello che è stato fatto finora. So naturalmente che ci sono stati dei problemi gestionali e degli attriti. Ma dobbiamo cercare di prendere il meglio dell’immenso patrimonio costruito negli anni da Athena. Naturalmente serve grande disponibilità per poter fare questo.

Sappiamo che è un ottimo ciclista. Lo sport quindi è sia il suo lavoro sia il suo svago. In Italia però lo sport è ancora oggi considerato prima svago e poi lavoro.
Vengo da una famiglia di impiegati, quando mi vedevano girare da un campo all’altro mi vedevano un po’ come uno strano. Quando ero alla Lodigiani avevo anche un lavoro part-time. Ma sono riuscito poi a trasformare lo sport in un lavoro a tempo pieno. Qualcosa in Italia sta lentamente cambiando, ma lo sport viene ancora visto come divertimento e dilettantismo, invece serve grande professionalità in tutte le risorse che ci lavorano. Ho avuto fortuna di poter fare questo e spero di poterlo fare sempre di più in futuro.

Calcio e basket sono mondi diversi. Come immagina il passaggio da uno all’altro?
Alla Totti Soccer School siamo partiti da 120 iscritti a un picco di 430 nell’arco di una decina d’anni. Se non avessimo mai lavorato a dovere, danto progettualità e linee guida, il nome non sarebbe bastato. Attira all’inizio, questo sì, ma poi è la costanza nel lavoro che porta risultati. Ho avuto modo di verificarlo anche per altre realtà, varrà anche per la pallacanestro e per Athena. Il mio obiettivo con Athena è cercare di organizzare la società per poi pianificare determinati obiettivi che si possono raggiungere attraverso il lavoro di tutte le persone che ci lavorano. Sarà dura all’inizio, non ti chiami Virtus Roma, se vogliamo restare nel basket. Ma le persone si affidano a una realtà, in 1 anno o 2 uno deve anche dimostrare. Il tempo è il giudice principale. La base deve però essere quella di una proprietà e un imprenditore che ti consentono di riuscirci e noi ce l’abbiamo. Anzo, colgo l’occasione per ringraziare di cuore il vice presidente esecutivo Edoardo Stanchi per questa nuova opportunità professionale.

Debora Gonzalez: “Felice di aver scelto Athena, possiamo fare bene”

E’ il grande colpo di mercato dell’estate, è impegnata con la sua nazionale, ma è già concentrata sul prossimo campionato che la vedrà indossare la maglia del Gruppo Stanchi Athena. Proprio dall’Argentina Debora Gonzalez ci racconta della sua estate e soprattutto delle sue prospettive in vista della stagione 2019/20.

Come sta andando l’estate?

Bene, anche se ancora non è iniziato il raduno vero e proprio, perché ci sono ragazze che stanno giocando il campionato argentino. Poi inizieremo la preparazione per i giochi panamericani. Poi tornerò in Italia, a settembre ci saranno le qualificazioni per i Giochi olimpici di Tokyo 2020, avremo sfide molto impegnative e non posso mancare. Sono il capitano e devo esserci in tutti i tornei. Mi sto allenando bene, faccio lavori individuali per migliorare quello che so fare e crescere in ciò che ancora non so fare. Sono soddisfatta di come sta andando il lavoro finora e molto contenta della prospettiva di giocare a Roma con Athena l’anno prossimo.

Cosa ti ha convinto a scegliere Athena?

Una delle ultime partite della scorsa stagione, quando ero a San Giovanni Valdarno, l’ho giocata proprio contro Athena. Ho ricevuto un paio di botte alle quali non ero abituata, ma mi sono sentita bene in quel campo. C’era una tifoseria molto accesa, è stata una partita tirata. Un bell’ambiente, di quelli che piacciono a me. Inoltre c’è una società che vuole fare le cose seriamente e sono tutte cose che ho messo sul piatto della bilancia, oltre che per una scelta di vita, per stare vicino a mio marito. Per fortuna in questo caso combacia tutto al cento per cento per cui sono molto contenta di questa scelta.

Hai già parlato con l’allenatore?

Ho parlato a lungo con Francesco Goccia, mi conosce da quando sono in Italia, sa quali sono le mie caratteristiche. Siamo stati avversari, c’è stima reciproca. Sa che posso fare sia il play sia la guardia, mi ha spiegato quali saranno le mie nuove compagne di squadra. Alcune le conosco bene, altre meno, ma ho visto che è una squadra competitiva e speriamo di toglierci grandi soddisfazioni. Per me ogni anno, ogni nuova stagione è piena di nuovi obiettivi. La società vuole arrivare il più in alto possibile e se l’obiettivo della società è quello, lo è anche il mio. Voglio dare il meglio di me stessa per raggiungerlo e spero di fare un buon campionato.

Che differenze ci sono secondo te tra A1 e A2?

Ho avuto l’opportunità di giocare in A2 già nel 2011/12 e poi nella seconda parte di questa stagione a San Giovanni Valdarno. Nel 2012 era molto simile alla A1, mancavano solo le straniere. Entrambe le realtà sono cambiate da allora. Oggi in A2 ci sono molte giovani che hanno la possibilità di giocare tanto e di imparare. Naturalmente in A1 cambia molto con le tre americane, ci sono giocatrici provenienti dalla WNBA e altre abituate alle coppe europee.

Cosa ti senti di dare?Posso dare tanta esperienza, sicuramente. E trasmettere tutte le cose che ho imparato in questi anni, quando spingere e quando no, stare tranquille con gli arbitri, che cambiano molto tra A1 e A2. Imparare a lavorare bene in settimana per poi poter replicare in campo ciò che proviamo durante gli allenamenti. Poi, conoscendoci, andremo sempre meglio, ne sono convinta. 

Serie A2, la nazionale argentina Debora Gonzalez al Gruppo Stanchi Athena

Grande colpo di mercato per il Gruppo Stanchi Athena, che ha il piacere di comunicare l’arrivo di Debora Gonzalez, playmaker della nazionale argentina con grande esperienza nel campionato italiano. La firma è arrivata poche ore fa al termine di una trattativa condotta mentre la playmaker nata a Lomas de Zamora, in provincia di Buenos Aires, era impegnata proprio con l’Argentina. Con la maglia del suo paese ha partecipato a tutte le ultime competizioni internazionali, compresi i Mondiali, e ha partecipato alla vittoria del campionato sudamericano nell’estate del 2018.
Nata il 10 gennaio 1990, Debora Gonzalez non è “solo” playmaker, ma sa muoversi anche da guardia, combinando bene le proprie caratteristiche di organizzatrice di gioco e di pericolosità offensiva. Nelle squadre in cui ha militato, infatti, si è sempre fatta apprezzare per la varietà di frecce al suo arco, da un ottimo tiro da fuori a una grande abilità nell’andare in penetrazione e nel saper inventare giocate risolutive in situazioni difficili grazie a un indubbio talento naturale.
Dotata di passaporto italiano, gioca nei nostri campionati dal 2009, quando iniziò a Pozzuoli. Da quel momento in poi ha quasi sempre giocato in Serie A1. Ha vinto la Coppa Italia con la maglia di Ragusa (dove è stata compagna di squadra di Gaia Gorini, un “prodotto” di Athena, e con cui ha anche sfiorato la conquista di quello che sarebbe stato uno storico scudetto), è stata capocannoniere del campionato di A2 nella stagione 2011/12 quando giocava a Chieti. Ha anche saputo superare momenti difficili, come l’infortunio che la colse durante la finale di Coppa America nel 2017, da cui ha però prontamente recuperato tornando sul parquet già nella stagione successiva.
Oltre alle già citate esperienze a Pozzuoli, Chieti e Ragusa, ha giocato anche a Napoli e ha concluso la scorsa stagione con la maglia di San Giovanni Valdarno, confermando i motivi che hanno portato al suo acquisto da parte del Gruppo Stanchi Athena: di giocatrici come lei, in Serie A2, ce ne sono veramente poche.

“Credo sia un colpo sensazionale – dichiara il vicepresidente esecutivo Edoardo Stanchi – che fa capire quale sia la nuova realtà della Società. Dopo lettere, messaggi, esternazioni varie, credo si possa dire che noi lavoriamo con i FATTI, lasciando ad altri i… FATTOIDI!”.

Serie A2, confermata Caterina Perrotti: “Una grande occasione”

Importante conferma in casa Athena. Si tratta di Caterina Perrotti, giovane playmaker classe 2001, che anche nella prossima stagione vestirà la maglia del Gruppo Stanchi. Si tratta di un passo importante nel percorso di crescita di una giocatrice prodotto del vivaio della Società e che l’anno prossimo ha giocato sia nel campionato under 18 sia in Serie A2. E’ lei stessa a raccontarci l’inizio del percorso che l’ha portata fino a qui: “Ho iniziato con il minibasket a Montesacro, per seguire mio fratello. Poi per un breve periodo ho smesso per provare con la danza, ma sono tornata subito alla pallacanestro con Athena, con cui ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile”.

Poi ti sei ritrovata all’improvviso in Serie A2.
Sì ed è stata un’esperienza bellissima sotto molti aspetti, oltre che difficile, perché inaspettata. L’anno scorso ero la più piccola del gruppo, sapevo che non sarei stata spesso protagonista in campo. Mi sono sempre impegnata al massimo per aiutare le mie compagne durante gli allenamenti, ho sempre lavorato con grande impegno per farmi trovare pronta quando ci sarebbe stato bisogno di me. E’ stata un’esperienza molto importante non solo dal punto di vista tecnico, perché ho potuto capire molte cose su come si muove e come è organizzata una squadra di Serie A2 e quanto sono importanti tutti i dettagli. E’ stato molto bello anche lavorare con un intero staff tecnico, non l’avevo mai fatto.

Col passare del tempo il tuo spazio è aumentato.
Sì e di questo sono stata molto contenta. La seconda parte della stagione mi ha dato anche soddisfazioni “agonistiche”, legate alle partite. Anche il fatto di essere messa in campo in momenti delicati delle partite dei play-out è stato qualcosa che per me ha contato moltissimo, perché è stata una grande dimostrazione di fiducia che spero di aver ripagato.

Che giocatrice sei?
Il mio punto di forza è l’uno contro uno, la rapidità sul primo passo che mi consente di creare situazioni di vantaggio per me e per le mie compagne di squadra. Riesco a far giocare la squadra e penso di avere un buon arresto e tiro.

In cosa ti senti migliorata e in cosa pensi di dover ancora migliorare?
Devo naturalmente migliorare in tante cose, soprattutto nelle penetrazioni con la mano sinistra. Nella scorsa stagione penso di aver imparato molto dalle mie compagne, confrontarsi con gente più esperta è sempre utilissimo, puoi rubare con gli occhi e ogni occasione è importante. Credo di aver imparato anche a gestirmi in modo professionale.

Sei contenta di essere rimasta?
Molto. Ne ho parlato con l’allenatore e mi sono subito convinta. La proposta è molto stimolante, mi responsabilizza molto. Spero di riuscire a dare il massimo e continuare a crescere con le mie compagne. Saremo una squadra nuova, ho visto che ci sono delle professioniste vere e con grande esperienza, come lo sarà chi giocherà nel mio ruolo e per me è un’occasione da non perdere.

Serie A2, arriva Francesca Rosellini: “Athena realtà ambiziosa”

Un altro nuovo arrivo in casa Gruppo Stanchi Athena. Si tratta di Francesca Rosellini, guardia classe 1990, che nelle ultime quattro stagioni ha giocato a Empoli. Francesca, che ha vestito anche le maglie di Selargius, Trieste, Orvieto, Vigarano, La Spezia e Alghero, è una guardia che lo scorso anno ha giocato in Serie A1 e la cui esperienza sarà molto utile alla squadra. Andiamo a conoscerla meglio.

Quali ragioni ti hanno portato a scegliere Athena?
Mi ha convinto il colloquio con l’allenatore Francesco Goccia. Quando mi ha chiamato mi ha spiegato tutto con grande chiarezza, si vede non solo che in Athena hanno le idee chiare, ma soprattutto che c’è grande ambizione. Ecco, sia il coach sia Edoardo Stanchi mi hanno trasmesso la loro grande ambizione a voglia di far bene. Questo per me è fondamentale. Essendo una giocatrice molto ambiziosa anche io, penso di trovarmi molto bene con loro e con tutta la società. Se una giocatrice ha voglia di far bene, andare in un ambiente che ha la stessa voglia può essere solo d’aiuto e stimolante.

Che cosa ne pensi del roster che si sta formando?
Ho seguito la campagna acquisti. Credo che si stia allestendo una squadra molto competitiva. Ho giocato già da avversasria contro Masic e Moretti e sono due ragazze molto valide e competitive per il tipo di campionato che ci aspetta. Potranno fare molto bene. Conosco anche Cutrupi, altra ragazza molto valida, mentre non ho mai incontrato Vanin ed Hernandez, che era all’estero. La squadra mi piace molto.

La tua esperienza, anche in A1, potrebbe essere un fattore in più?
Sicuramente sì, giocare in A1 è il sogno di ognuna di noi. Il livello è molto diverso e una persona si deve mettere a disposizione per migliorare e per aiutare anche le compagne. Ci sono tante cose che spero di poter condividere con le altre ragazze. Di sicuro tra i due campionati c’è una grande differenza fisica, anche solo per la presenza di tre straniere in A1. Se si cambia categoria bisogna adeguarsi, sia a livello fisico sia tattico. In A1 servono alcune cose, in A2 ne servono altre.

Che giocatrice sei?
Sono una giocatrice molto aggressiva di base, sia in attacco sia in difesa. Mi piace molto giocare di squadra, non penso mai solamente a me stessa. Mi piace tirare da tre, sfruttare i pick and roll, fare un po’ di tutto. Devo migliorare nell’uso della mano sinistra e per poter giocare anche da playmaker ed essere quindi di aiuto in un altro ruolo. Ho detto al coach che sono disponibilissima. In A2 potrebbe essere più semplice adattarsi, anche se naturalmente ci sarà molto da lavorare.

A fine stagione sarai soddisfatta se…?
Se avremo partecipato ai playoff e alla Coppa Italia.